Il ritorno dal restauro della Madonna Desolata del Sabato Santo a Canosa di Puglia

La comunità parrocchiale “Santi Francesco e Biagio” di Canosa di Puglia insieme al suo parroco, don Carmine Catalano, annuncia il rientro del simulacro della Madonna Desolata, restaurata e riportata alla sua originale bellezza.

Dopo alcuni mesi di restauro, eseguiti dai maestri andriesi Valerio Iaccarino e Giuseppe Zingaro, che sono serviti per la disinfestazione del tarlo e la riqualificazione di alcune parti e il definitivo restauro, sabato 17 febbraio (Primo sabato di Quaresima) alle ore 18.00 sarà celebrata una messa presieduta dal Vescovo Mons. Luigi Mansi ed al termine del rito ci sarà la presentazione ufficiale del restauro e la benedizione della statua, con interventi del restauratore Valerio Jaccarino, con la presenza del Direttore del Archivio Prevostale “S.Sabino”  Don Mario Porro, con la presenza del Parroco della Chiesa Santi Francesco e Biagio Don Carmine Catalano.

«Il gruppo scultoreo, realizzato in cartapesta policroma, – spiegano i maestri restauratori dello Studio D’Arte e Restauro nella relazione tecnica – raffigura la Madonna Desolata ed è opera dello scultore napoletano Giuseppe Catello. La Vergine Maria, in abiti scuri, è seduta a fianco del sepolcro di Gesù Cristo su cui campeggia una croce e un’iscrizione latina “POSUIT ME DESOLATAM”. Su di Lei è un angelo in volo che le pone l’aureola sul capo. La Desolata ha il volto dolente e gli occhi pieni di lacrime; la mano destra regge un fazzoletto bianco mentre la sinistra mostra il suo Sacro Cuore (forse un ex voto).

In origine sia la Madonna che l’angelo erano due manichini processionali, realizzati con teste, mani e piedi in legno policromo e corpo a fantoccio, in crine. In seguito a gravi danneggiamenti subiti dalla chiesa in cui era custodita la statua, questa fu trasformata realizzando gli abiti in cartapesta policroma, lasciando però le teste, mani e piedi originari. Solo le mani della Madonna furono rifatte dal cartapestaio.

L’ opera versava in un precario stato di conservazione. La scultura era fortemente indebolita dall’azione degli insetti xilofagi, come era evidente nella parte retrostante dell’angelo. L’intera superficie policroma risultava essere pesantemente ridipinta a smalto, tanto da alterare la cromia originaria, l’anatomia della scultura e i panneggi. Lungo il bordo del manto della Vergine Maria era un merletto plastificato e dorato a porporina. Infine la pellicola pittorica era ricoperta da uno spesso strato di vernice ingiallita. La statua, dopo esser stata trasportata nel laboratorio di restauro, è stata oggetto di un accurato intervento di restauro che ha previsto: disinfestazione preventiva mediante l’utilizzo di antitarlo permetar (la statua è stata sigillata in fogli di polietilene per 20 gg), saggi stratigrafici per risalire all’originaria cromia; una prima pulitura della pellicola pittorica mediante l’utilizzo di uno sverniciatore leggero che ha permesso di individuare una lesione al livello del mento della Madonna con relativo distacco di pellicola pittorica; una seconda pulitura di rifinitura mediante l’utilizzo di una mista 3° (alcool, ammonica e acqua) molto diluita; consolidamento della cartapesta secondo l’antico metodo con spennellature di colla animale e utilizzo di resine bicomponenti per consolidare la materia cartacea; consolidamento della pellicola pittorica degli incarnati con colletta animale fluida e veline giapponesi; stuccatura e gessatura della scultura con gesso di Bologna e colla di coniglio e relativa rasatura; integrazione pittorica degli incarnati con velature utilizzando colori a vernice per il restauro; integrazione dei panneggi con colori a tempera come base e rifinititura a vernice. Le mani della Vergine sono state sostituite, previo accordo con l’Alta Sorveglianza, con nuove mani in legno policromo, utilizzando come calco un modello preesistente e affine alle proporzioni della statua. La superficie scultorea è stata poi protetta da un velo di vernice retoucher data a spruzzo».

Il culto della Desolata è molto forte a Canosa, famosissima e partecipatissima la “Processione della Desolata”, uno dei riti religiosi più importanti e significativi della Settimana Santa. A questa antica processione del Sabato Santo oltre madri vestite a lutto e straziate dal dolore, partecipano anche molti bambini vestiti da angioletti, ognuno dei quali ha tra le mani un simbolo della Passione di Cristo come la corona di spine, le fruste, i dadi, la tenaglia, i chiodi.