Il restauro della Desolata…..la Bellezza spirituale ritrovata nel Sabato Santo

Nel 2017, a causa dello stato precario di conservazione e del tarlo che danneggiava, il simulacro di cartapesta sia all’interno, che dall’esterno, è stato necessario ed urgente il restauro. Con l’approvazione della Sovraintendenza delle Belle Arti della Provincia Foggia e Barletta Andria Trani, lo Studio d’arte e restauro “ Jaccarino e Zingaro” di Andria, accreditata dalla stessa, ha ricevuto l’incarico dei lavori.

Le tecniche più aggiornate di restauro, la sensibilità e la professionalità di detta bottega hanno riportato la Madonna all’originaria immagine e all’originale bellezza.

La relazione tecnica del restauro eseguito nel gruppo scultoreo, realizzato in cartapesta policroma, raffigura la Madonna Desolata ed è opera dello scultore napoletano Giuseppe Catello. La Vergine Maria, in abiti scuri, è seduta a fianco del sepolcro di Gesù Cristo su cui campeggia una croce e un’iscrizione latina “POSUIT ME DESOLATAM”.

Su di Lei è un angelo in volo dolente e gli occhi pieni di lacrime; la mano destra regge un fazzoletto bianco mentre la sinistra mostra il suo Sacro Cuore (forse un ex voto).

In origine sia la Madonna che l’angelo erano due manichini processionali, realizzati con teste, mani e piedi in legno policromo e corpo a fantoccio, in crine. In seguito a gravi danneggiamenti subiti dalla chiesa in cui era custodita la statua, questa fu trasformata realizzando gli abiti in cartapesta policroma, lasciando però le teste, mani e piedi originari. Solo le mani della Madonna furono rifatte dal cartapestaio.

L’opera versava in un precario stato di conservazione. La scultura era fortemente indebolita dall’azione degli insetti xilofagi, come era evidente nella parte retrostante dell’angelo. L’intera superficie policroma risultava essere pesantemente ridipinta a smalto, tanto da alterare la cromia originaria, l’anatomia della scultura e i panneggi. Lungo il bordo del manto della Vergine Maria era un merletto plastificato e dorato a porporina.

Infine la pellicola pittorica era ricoperta da un spesso strato vernice ingiallita. La statua, dopo esser stata trasportata nel laboratorio di restauro, è stata oggetto di un accurato intervento di restauro che ha previsto: disinfestazione preventiva mediante l’utilizzo di antitarlo permetar (la statua è stata sigillata in fogli di polietilene per 20 giorni), saggi stratigrafici per risalire all’originalità cromia; una prima pulitura della pellicola pittorica mediante l’utilizzo di uno sverniciatore leggero che ha permesso di individuare una lesione al livello del mento della Madonna con relativo distacco di pellicola pittorica; una seconda pulitura di rifinitura mediante l’utilizzo di una mista 3°(alcol, ammoniaca e acqua) molto diluita; consolidamento della cartapesta secondo l’antico metodo con spennellature di colla animale e utilizzo di resine bicomponenti per consolidare la materia cartacea ; consolidamento della pellicola pittorica degli incarnati con venature utilizzando colori a vernice per il restauro; integrazione dei panneggi con colori a tempera come base e rifinitura a vernice. Le mani della Vergine sono state sostituite, previo accordo con l’Alta Sorveglianza, con nuove mani in legno policromo, utilizzando come calco un modello preesistente e affine alle proporzioni della statua. La superficie scultorea è stata poi protetta da un velo di vernice retoucher data a spruzzo.

Oggi possiamo ammirare l’opera geniale e sopraffina dei cartapestai leccesi, che hanno reso la cartapesta un soffice e delicato manto che avvolge il viso pulito e delicato della Desolata, nel ritorno dell’originale bellezza ci porta a considerare la specificità della devozione e del culto alla Vergine Desolata.

Contemplando il suo viso, scevro da aggiunte e orpelli vari, il restauro ha riportato alla luce un volto giovane, semplice, ma anche desolato nel dolore e consapevole che il sepolcro a Lei vicino non l’ultima Parola di Dio.

GIOVANE – Perché la vergine è da sempre l’Immacolata Concezione, che dona al suo viso freschezza e purezza.

SEMPLICE – Una madre che è addolorata per la morte del suo Figlio si mostra al suo Figlio si mostra nella sua semplicità, senza ornamenti inutili e sconvenienti.

DESOLATA – Composta nel suo silenzio. Sfinita nel suo dolore. La vergine viene ritratta nel momento in cui non è più ritta presso la Croce di suo Figlio, quindi addolorata. Non è più seduta e abbraccia il Figlio, come la ritrae la Pietà. La Desolata di Canosa è ritratta nell’istante in cui quei pochi che erano con lei sono andati via, come ci ricorda l’evangelista Giovanni: “…erano chiusi in casa per paura dei Giudei…” (Gv20,19), vicino la sepolcro, sullo sfondo la nuda croce. La Vergine ha in mano la corona di spine, il pugnale nel cuore, che ricordano a Lei la Passione del Figlio, e si scopre sola. Ora vive l’assoluta desolazione, perché, umanamente parlando, viene additata dagli uomini come la “Madre del condannato”. Ma, nello stesso tempo, il viso ci comunica che è la sola e l’unica sulla terra che tiene ancora accesa la fiaccola della fede nella Resurrezione, con la presenza dell’Angelo dalle sua ali multicolore, lo stesso angelo che è vicino al sepolcro vuoto, quando Gesù risorge. (Mt 28,2)

Nella presentazione del Restauro della Desolata, avvenuta nel primo Sabato di Quaresima 17 Febbraio 2018, con la presenza di Sua Ecc. Mons. Luigi Mansi Vescovo della Diocesi Andria-Canosa-Minervino Murge, con il moderatore della serata il Giornalista TeleNorba24  Giovanni Di Benedetto, con l’intervento del Restauratore Valerio Jaccarino, del Direttore Archivio Prevostale “ San Sabino” Don Mario Porro e del Parroco della Chiesa dei Santi Francesco e Biagio Don Carmine Catalano.

Nel ringraziamento per aver reso possibile il restauro della statua della Vergine Desolata, e con particolare alle tante famiglie e perone singole che hanno contributo alle necessità del restauro conservativo, con l’aiuto economico al restauro della statua: Famiglia Margiotta, BCC Canosa-Loconia, Caporal Plant, S. Samuele F.lli Massa, Il Giardino del Mago, Cediplast, Igam, Canoplast, Lo Smeraldo, C.S.F., Music Art Management di Carlo Gallo, è tutte le ragazze del coro della Desolata , che nella serata hanno cantato l’Inno alla Desolata, tanto caro al popolo canosino.

La contemplazione del simulacro ci fa comprendere una verità essenziale: la Madonna Desolata è vicina a noi, anche quando viviamo la desolazione e la solitudine. E’ la madre di speranza per tutti.

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