LA CAPPELLA DI MARIA SS. DELLA FONTE


Nelle fonti locali assegnano al tempo della consacrazione della Cattedrale di San Sabino, da parte di Papa Pasquale II, la costruzione della prima cappella dedicata a Maria Santissima della Fonte, che i devoti canosini avrebbero ornata di un altare marmoreo e di preziose decorazioni. La Cappella nasceva come venerazione della veneranda icona della Vergine, nel Secolo XIII legata al patronato degli Orsini, feudatari della città, che dotavano di ricchi legati e di generose donazioni. Al 1597 risale la prima descrizione di un altare “ a quatour egregis columnis viridi coloris sudstentatur “ che faceva da cornice all’antica icona della Madonna. “ Cappelam prifatam a quatour columnis egregis mixti coloris substentatam spectare ad eccellentissima familiam de Ursinis dicunt antiquiores de Capitulo” si legge ancora nelle sante visite del XVII secolo. Nel 1706, l’altare era dotato di suppellettile liturgica d’argento, la cappella sistematicamente dai prevosti canosini durante il secolo XVIII, venne radicalmente restaurata nel 1821, a spese dell’arciprete don Giuseppe Petroni, e arricchita di un nuovo altare marmoreo con balaustrata a colonnette.

Nell’attuale Basilica ConCattedrale, profondamente trasformata dai restauri ottonovecenteschi, l’icona della Madonna della Fonte si venera nella seconda cappella della navata destra, incorniciata dal dossale di un fastoso altare in marmo bianco, con specchiature in marmi policromi ed applicazioni plastiche, che ne sottolineano i risalti architettonici, nei caratteri stilistici indicano che l’altare è frutto di un revival neo-settecentesco, in linea con gli orientamenti culturali napoletani nel terzo decennio dell’Ottocento ed in sintonia con gli altri arredi di marmo della Cattedrale di Canosa.


Nel 1912 infine le pareti della cappella venivano rivestite di lastre di marmo ed era rinnovato il pavimento, sempre in marmo fu eseguita la balaustrata all’ingresso della cappella, sulla quale si legge l’iscrizione : Ex devozione fecit hoc opus A.D. 1821 Vincentius Petroni Archipresbiter, che si riferisce verosimilmente all’altare, ma che fu incisa per volontà testamentaria del sacerdote Riccardo Petroni, finanziatore degli ultimi ammodernamenti, in linea di continuità con quanto predisposto dall’arciprete Vincenzo. La balaustrata ottocentesca “a colonnette”, di cui parlano le fonti, permane a definire lateralmente la cappella, congiungendone i pilastri. Nel 1906 inoltre la devota Filomena Sinesi offrì alla Madonna un ‘edicola in argento, nel quale la tavola veniva portata in processione nella Domenica in Albis ora Domenica della Misericordia. Nel anno 1961 viene affrescata dall’artista canosino Luigi Liberato Buonvino che affresco la cappella dedicata alla Patrona di Canosa a Maria SS. della Fonte, che decoro, ma fatalmente cadde dall’impalcatura e mori dopo qualche giorno nell’agosto del 1961. Nel significato biblico e di attualità storica risulta questo affresco che rappresenta le dodici stelle intorno alla corona e alla M di Maria SS. (Apocalisse di San Giovnni, cap. 12, v.1), che irraggia una luce sulle “ Radici Cristiane d’Europa evocate da San Giovanni Paolo II. Il tema mariano del pittore Buonvino che nell’affresco della cappella di Maria SS. della Fonte della ConCattedrale di San Sabino a Canosa di Puglia è un inno di arte e di fede alla Salve Regina, di cui sono riportati i versi in latino nelle iscrizioni dipinte ai quattro angoli della volta. L’Inno alla Salve Regina riflette in continuità l’antica iscrizione marmorea, ADVOCATA NOSTRA SALVE, posta nel fregio superiore della nicchia, che custodisce la preziosa icona lignea del XII° secolo di Maria SS. della Fonte.

ATTO DI AFFIDAMENTO A MARIA SS. DELLA FONTE

O Maria Santissima della Fonte,

nostra Protettrice, tu ispiri la fiducia, alimenti in noi la speranza,

perché sei la depositaria e l’amorosa dispensiera di tutte le grazie.

Volgi a noi gli occhi pietosi: ascolta i sospiri gemiti del nostro cuore.

Ottieni a noi pentiti il perdono dei nostri peccati, ridona a noi la pace,

la salute, la vita, il trionfo nei pericoli.

Nell’ora poi della nostra morte, mostra a noi il tuo figliuolo Gesu’,

non come Giudice, ma qual redentore, amore nostro e nostro eterno premio nella patria beata.

Amen