Nel lasciare affascinati della antica città di Canosa di Puglia, possono lasciarsi affascinare dall’architettura sacra e dalle tradizioni di fede, sia che si vada a sud della città che a nord, ci si può imbattere in luoghi di pregiato valore di fede, sia che si vada a sud della città che a nord, ci si può imbattere in luoghi di pregiato valore.
Prendiamo in considerazione il monte sacro del Gargano, che vuole come nome celeberrimo e come attrazione per milioni di turisti il carismatico Santo vissuto a San Giovanni Rotondo, San Pio da Pietralcina.
La piccola città, che durante gli anniversari della morte del santo, diventa un’enorme e comunitaria preghiera dei pellegrini, conserva le spoglie mortali del frate e i luoghi dove egli ha vissuto, confessato, pregato.
La nuova chiesa, poi, progettata da Renzo Piano è stata la risposta al bisogno di accoglienza dei grandi numeri di devoti che giungono in Puglia da tutte le parti del mondo quotidianamente.
A pochi chilometri, dopo qualche curva, troviamo il piccolo centro di Monte Sant’Angelo che prende il nome dall’omonimo Santo protettore, apparso in una grotta – oggi basilica – e che ha richiamato pellegrini illustri come re e santi.
La grotta, impregnata di incenso e umidità, ha accesso dopo ottantanove gradini in pietra, che conducono alla statua di candido marmo che rappresenta l’Arcangelo. Non solo: case abbarbicate di pietra bianca e grigia e profumo di pane e camini, accolgono il visitatore in una scena di antiche tradizioni. Anche la gastronomia di questo posto riflette la semplicità di pietanze, fatte ancora come insegnano le nonne.
Scendendo lungo l’Adriatico, anche il territorio della diocesi di Trani, Barletta, Bisceglie risuona del canto di fede. Interessante è rale di Trani, tra cielo e mare. Nascosta, bianca, solenne, la cattedrale di Barletta. Antica, decorata, preziosa quella di Bisceglie. Conservano le reliquie dei Sail tour tra le cattedrali di questi paesi, elevate nello stesso periodo storico e della stessa matrice architettonica, lo stile Romanico pugliese.
Elegante, armoniosa, slanciata, protagonista: la cattednti protettori della città e, musei aperti al pubblico, mostrano quadri e affreschi di pregiata bellezza. Sono territori benedetti dalla luce del sole e da cieli tersi, dove la creazione di Dio e il lavoro dell’uomo diventano insieme arte e lode.
Nell’entroterra troviamo Ruvo, posta all’apice di una collina che controlla strategicamente un vasto e fertile territorio, vanta un magnifico esempio di Romanico pugliese e Gotico svevo nella Cattedrale dell’Assunta, edificio dalla facciata singolare data dalla navata centrale e dall’inclinazione accentuata degli spioventi inclinati. Affacciata sulla piazzetta semicircolare, la cattedrale è il simbolo della cittadina di cui viene consigliata anche una visita nel piccolo centro storico.
Passando in carrellata le città e i paesi vicino alla Città di Canosa di Puglia si può visitare il Santuario della Madonna dei Miracoli in Andria, e nella vicina Minervino Murge che è detta Balcone delle Puglie, diciamo oggi che il concetto di «panorama» ci è familiare. Ma mentre questa graziosa definizione sottolinea la naturale propensione di Minervino verso la terra, verso la distesa di comuni e campagne sulla quale si affaccia, è pur vero che a Minervino non si arriva solo salendo gradualmente dalla piana. Provate ad arrivarci infatti dallo stesso livello, anzi da una quota leggermente più alta: si può, giungendovi dalla Mediana Murgiana. È bellissimo l'apparire di Minervino da lì, una visuale inconsueta e che non si dimentica: è da lì che si capisce di trovarsi all'estrema propaggine del crinale della Murgia alta, più che sulla «cima» di qualche cosa. Quindi è la Murgia alta che qui si sporge sul territorio con la sua punta estrema, ma non per guardare: per difendersi dalle insidie. Forse si potrebbe pensare a un nido sul ramo. E all'interno? Distrutta ormai l'antica e complessa murazione, fatta di torri quadrate e circolari (delle quali solo una sopravvive, in vico V Scesciola), resta il nucleo di una città inaspettatamente preziosa, nobiliare: i palazzi e le chiese sono elementi architettonici di pregio, solidi e rappresentativi, quasi si trattasse di una città-castello, della quale le ricche facciate sono porte di stanze segrete e ornate.
Infine vorremo propormi la visita al Santuario della Madre di Dio Incoronata, l’origine dell’incoronata, si può verificare nell’ultimo Sabato di Aprile dell 1001, presso Foggia, con la concomitanza del ritrovamento della prodigiosa immagine che da sempre richiama una grande moltitudine di fedeli.La Beata vergine Maria Incoronata apparve all'alba dell'ultimo sabato di aprile del 1001, su una grande quercia, ad un signore che si trovava a caccia nel bosco del fiume Cervaro e gli mostò la Statua, chiedendo che venisse posta in venerazione in un'apposita chiesa da costruire sul luogo dell' apparizione, assicurando che sarebbe stata larga di grazia verso chiunque l'avesse pregata davanti a quel Simulacro.
Sopraggiunse un contadino, che la tradizione chiama Strazzacappa, appese ad un ramo della quercia la sua caldarella trasformata, con un pò di olio, in rustica lampada. Fu costruita la prima chiesa che l'affluenza numerosa di pellegrini e le tante grazie concesse per l'intercessione della Madonna, fecero rapidamente cambiare in un tempio, con annesso convento ed opere di carità.
Monaci Brasiliani, San Guglielmo da Vercelli con i suoi monaci di Montevergine ed i Cistercensi si susseguirono nella cura pastorale del Santuario dell'Incoronata dal secolo XI al secolo XVI.
Nel secolo XVII l'Incoronata divenne commenda cardinalizia finchè all'inizio del secolo XIX fu tolta alla giurisdizione dell'autorità ecclesiastica dal governo napoleonico, che ne affidò la gestione ai laici: fu il periodo più brutto che attraversò il Santuario fino ad un quasi completo abbandono, facendo così diminuire di molto l'affluenza dei pellegrini.
Finalmente nel 1939 l'Incoronata ritornò alla diocesi di Foggia nella persona del Vescovo, monsignor Fortunato Farina, che nell'aprile del 1950 lo affidò ai Figli della Divina Provvidenza, fondati da Don Luigi Orione: essi costruirono il nuovo Santuario ed il grande complesso architettonico che lo circonda dando grande sviluppo alla devozione alla Madonna, offrendo calorosa accoglienza ai pellegrini che sono sempre più andati crescendo nel corso degli anni perchè hanno trovato piena disponibilità per i sacramenti della Riconciliazione e della Comunione, per gli incontri spirituali, per le loro devozioni e per ogni esigenza materiale e spirituale.
Questo scorcio di Puglia è frutto di un tempo illuminato in cui gli uomini hanno scolpito la pietra e i cuori dei fedeli, perchè giungessero a noi intatte tradizioni di fede.