ORA DELLA DESOLATA NEL VENERDI SANTO

Il Venerdì Santo è il giorno della Passione Domini, il cui significato, la liturgia, la storia e le tradizioni commemorano più di qualsiasi altro giorno dell’anno la Passione e la morte in Croce di Cristo. E’ il secondo giorno del cosiddetto Triduo Pasquale, culmine della liturgia legata alla Pasqua in cui si celebrano gli eventi su cui si fonda la religione Cristiana: l’istituzione dell’Eucaristia (Giovedì Santo), la Passione di Cristo (Venerdì) e la Resurrezione che si celebra – dopo il Sabato Santo dedicato, invece, alla riflessione nella domenica di Pasqua.

Il Venerdì Santo è il culmine della liturgia legata alla Pasqua: è la giornata più solenne dell’anno, poiché ricorda, attraverso le tradizioni che la sua storia si porta dietro, l’evento su cui si fonda tutto il Cristianesimo: la morte e la Resurrezione di Gesù Cristo e della Madonna che ha accanto alla croce per il completare del mistero della sofferenza di Cristo sulla Croce.

Nella città di Canosa di Puglia, è nella Chiesa Parrocchia dei Santi Francesco e Biagio, nel momento particolare della liturgia del Venerdì Santo, c’è uno spazio per l’Ora della Desolata, un momento di riflessione e meditazione tra canto e vangelo insieme a Maria SS. Desolata.

Le riflessioni sono commentate da canti polifonici, sacri tradizionali che vengono interpretati dalla Corale Parrocchiale “Padre Stefano Besozzi” che è stata fondata nell’anno 1954 a cura di Padre Domenico Jacobellis, che nel suo repertorio eseguono alcuni canti nell’Ora della Desolata come: Miserere (Salmo penitenziale con musica dell’XVI secolo), Tenebrae (Croce), Stabat Mater (Jacopone da Todi), Lacrimosa (Wolfgang Amedeus Mozart), Rex Tremendae (Wolfgang Amedeus Mozart), alla fine l’Inno della Desolata (Antonio Lotti - Domenico Jannuzzi), cantato dal Coro delle ragazze della Desolata è diretto dal Maestro Mimmo Masotina, col il supporto del figlio Ezio Masotina, che è un preludio al Sabato Santo nella processione della Desolata che percorrerà le strade della città.