LE ORGINI DELLA FESTA DELLE PRIMIZIE


Nella seconda Domenica di Pasqua, o Domenica della Divina Misericordia, nella Città di Canosa di Puglia, si venera la Sacra Immagine della Madonna della Fonte, in tale giorno si celebra la Festa delle Primizie, in un periodo liturgicamente la Madonna Partecipa pienamente sia alla Passione del Figlio sia alla Sua Resurrezione. Maria è primizia, il primo frutto, dell’umanità nuova che rinasce dalla Pasqua.

Non a caso la festa mariana è rimasta legata, nel tempo, a quella delle primizie della terra, una festa di rinascita e rinnovamento. Nel mondo antico, la tradizione cristiana ha rivisitato e affidato alla Madonna la protezione della terra, dalla quale dipendeva la vita della comunità canosina.

Nelle feste organizzate spontaneamente dai devoti che, solo a partire dal Seicento, iniziarono ad essere organizzate dalle pubbliche amministrazioni che vollero così consolidare l’affidamento della città alla Madonna della Fonte.

Una testimonianza c’è la lasciata il Tortora che nella Relatio Ecclesiae Canusinae MDCCLVIII, nel quale riferisce che a Canosa la prima domenica di Pasqua, costituiva una grande solennità cittadina, già dal 1500, come attesta il Prevosto, la venerata l’antica icona bizantina di Maria SS. che prende il nome dal “magnifum fontem” dell’acquedotto romano di Erode Attico del II sec., presso cui sorgerà la Chiesa giustinianea del VI sec. È l’icona (imago), che i “Canosini venerano con grande devozione” (quam proinde magna veneratione, prosequuntur Canusini).

Per tale ragione ogni anno nel mese di Aprile (i Canosini) celebrano una devota festività molto solenne, a spese della Cittadinanza, (quamobremquotannis mense Aprili Solemnissimam votivam festivitatem, Civitatis sumptibus, peragunt), e fanno una pia pubblica preghiera (et piam habent supplicationem), in cui espongono e portano intorno in processione l’icona della stessa Santissima Vergine denominata DALLA FONTE (in qua ipsius Sanctissimae Virginis A FONTE nomen habentis Imaginem deferunt, et circumgestant).
La Sacra Immagine della Vergine della Fonte era portata in processione ed era pregata sia privatamente che in tridui pubblici, quasi un annuncio, un invito alla primavera.

Trofei ricchi di verde, di fiori, dei primi frutti dei campi, baccelli di fave e di piselli, rametti con piccole mandorle verdi, tenerissime, gustose nell’acerbo sapore del mallo e del seme bianco, gelatinoso, lunghi nastri multicolori raccolti ad un esterno con una coccarda in cima alla pertica che inalbera il trofeo.

Le robuste braccia di un contadino reggono la pertica come uno stendardo. I portatori si dispongono ai lati del Capitolo della Cattedrale che precede l’immagine sacra e, quelli più ricchi e più belli, ai fianchi dell’immagine stessa. La processione si snoda, seguita dalla banda e da fedeli, per le solite strade in una gloria di sole primaverile.