Maria SS. della Fonte Primizia dell’Umanità

Nella Basilica Cattedrale di S. Sabino di Canosa di Puglia(BT) è custodita una antichissima icona mariana, che secondo la tradizione è stata portata da Costantinopoli a Canosa da S. Sabino, Patrono della città. Fonti storiche riportano: “”La seconda Domenica di Pasqua, la Comunità Ecclesiale di Canosa celebra la memoria della Madonna della Fonte Primizia dell’Umanità. Maria è primizia, il primo frutto dell’umanità nuova che rinasce dalla Pasqua. L’icona Bizantina della Madonna(XII sec.) diventa oggetto di grande venerazione a partire dalla fine del 1500. Il Prevosto Tortora ci consegna delle note importanti, infatti scrive: « I canosini (La) salutano con venerazione come quelli che ricorrono a lei nelle loro difficoltà, eccezionalmente da Dio, per intercessione di Maria invocata e venerata in quella Icona così antica, ottengono grazie… Per questo i canosini celebrano ogni anno, nel mese di aprile, una festa solenne a spese della cittadinanza ed elevano pubbliche preghiere recando in processione l’immagine della SS. Vergine chiamata della Fonte»””.

Lo storico canosino Gerardo Angelo Chiancone(1908-1989) descrisse la festa: «Otto giorni dopo, domenica in Albis, processione della Madonna della Fonte, quasi un annunzio, un inno, un invito alla primavera. Trofei ricchi di verde di fiori, dei primi frutti dei campi, baccelli di fave e di piselli, rametti con piccole mandorle verdi, tenerissime, gustose nell’acerbo sapore del mallo e del seme bianco, gelatinoso, lunghi nastri multicolori raccolti da una coccarda. La processione si snoda, seguita dalla banda e dai fedeli, per le solite strade in una gloria di sole primaverile, tra le strade del centro di Canosa »

La solenne festa cittadina dedicata alla “Madonna della Fonte, Autentica Primizia”, che quest’anno per l’Emergenza Corona Virus, è per le disposizioni ministeriali, non sarà possibile parteciparvi, ma almeno potremo rivedere il video:  https://www.youtube.com/watch?v=PsxMJq1KDrk&t=60s, che in nella seconda Domenica di Pasqua, molto sentita cristianamente dai canosini perché “in Lei hanno sempre riposto le speranze di un ricco raccolto agricolo, anche in tempo di pandemia.”

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi